Siracusa e Noto

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Siracusa e Noto, bianco classico e oro barocco

Siracusa e la Sicilia sud-orientale: un epicentro artistico di fama mondiale. A breve distanza dalla città, infatti, si distende il famoso “triangolo del barocco siciliano”, rappresentato da Noto, Modica e Ragusa. In questo spaccato siciliano i riflettori si accendono innanzitutto su Siracusa - patrimonio dell’Unesco -, suddivisa nelle zone di “terraferma” e “isola di Ortigia”, la parte antica della città, collegata alla prima da un ponte.



 In epoca ellenica Siracusa rivaleggiava con Atene in termini di potere e prestigio e il suo glorioso passato si riflette in ogni strada e in ogni monumento, a iniziare dal Parco Archeologico della Neapolis con il grandioso teatro greco - bianco e lucente, scavato nella roccia -, capolavoro dell’architettura classica che poteva contenere sedicimila persone e nel quale furono rappresentate le opere di Sofocle ed Euripide, oltre alle ultime tragedie di Eschilo. Nell’area a sud della Neapolis si erge l’anfiteatro romano del II secolo d.C., il terzo in ordine di grandezza dopo il Colosseo e l’Arena di Verona. All’interno dell’area archeologica si trovano le latomie, antichissime cave di pietra dalle quali si traevano i blocchi di calcare bianco-grigio che hanno dato alla città il suo colore inconfondibile. Le cave sono oggi punteggiate da giardini di agrumi e uliveti, ficus e magnolie. 


Elisir di archeologia nel Museo archeologico Paolo Orsi, con capolavori che forniscono un quadro completo sulle civiltà che si sono susseguite nel territorio. L’isola di Ortigia – cuore fisico e spirituale della città – è invece un museo a cielo aperto con testimonianze di epoca greca combinate in armoniosa simmetria con quelle normanne, aragonesi e barocche. Nonostante le linee prevalentemente barocche, infatti, le origini elleniche saltano agli occhi ovunque, e ne è un esempio evidente piazza del Duomo, l’antica necropoli, oggi circondata da palazzi barocchi. Ospitato nel più bel palazzo gotico-catalano è il Museo regionale d’arte medievale e moderna e sempre ascrivibili allo stesso stile sono palazzo Lanza e palazzo Platamone di piazza Archimede, in cui si staglia  l’ottocentesca fontana di Artemide. Si percorrono velocemente a ritroso i secoli per arrivare alla millenaria sorgente di acqua dolce della fonte di Aretusa, luogo ricco di suggestione, dalla quale si giunge brevemente al castello Maniace, fatto erigere da Federico II, che apre oggi i battenti in occasione del Festival del teatro classico greco – tra maggio e giugno di ogni anno - e del Festival di Ortigia, in settembre, dedicato al teatro d’avanguardia.




Straordinarie scenografie architettoniche a Noto - quasi interamente restaurata, era già stata ricostruita dopo il terremoto del 1693 – e il suo barocco è tornato, ancora una volta, a risplendere. La maggior parte dei suoi strabilianti monumenti si trova in corso Vittorio Emanuele e l’orgoglio della località è la cattedrale di San Nicolò, al centro di piazza Municipio: la sua riapertura è stato un evento di grandissima portata e continua a esserlo per ammirarne le sue calde tonalità dorate. Rilevante espressione del barocco siciliano è anche Palazzo Villadorata, riportato agli antichi splendori, compendio della ricchezza e dell’opulenza del passato cittadino: in puro stile barocco - su progetto attribuito a Rosario Gagliardi - e con circa novanta stanze, risale ai primi decenni del Settecento.


Luciana Francesca Rebonato

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