LA PUNTEGGIATURA





Con il termine punteggiatura si indicano tutti quegli elementi che, nella lettura e nella scrittura, permettono riprodurre le pause e le intonazioni tipiche del parlato.

Sono segni di punteggiatura:
- il punto
- il punto e virgola
- i due punti
- il punto interrogativo
- il punto esclamativo
- i puntini di sospensione
- le virgolette e le lineette
- le parentesi tonde e quadre
- l’asterisco


•    Il punto ( . )

Il punto si mette al termine di una frase, per indicare che è finita. Nello scritto, se dopo il punto si inizia una nuova frase, la prima parola della nuova frase andrà scritta con la lettera maiuscola. Nella lettura, al punto corrisponde una lunga pausa della voce. Per indicare uno stacco netto, dopo il punto si può andare a capo.

Ad esempio: Greta è partita. Sentiremo molto la sua mancanza.


•    Il punto e virgola ( ; )

Indica una pausa media tra due frasi, che sono sì separate, ma non così tanto da richiedere un punto fermo e non così poco da richiedere una virgola. Nella lettura corrisponde ad una pausa media. Si usa per separare frasi di senso compiuto, ma strettamente unite per significato, oppure per separare elementi di enumerazioni complesse. Dopo il punto e virgola non è richiesta la lettera maiuscola.

Ad esempio: Sotto la pioggia, nell’aria rabbuiata della sera, intravvediamo villaggi di casette moderne col tetto di lamiera; ogni tanto incrociamo camion sovraccarichi, bloccati da fango; ogni tanto schizziamo, con le nostre ruote, il fango addosso a presenze costernate, allineate lungo il fossato sotto grandi ombrelli neri. (Da Alberto Moravia, “Passeggiate africane”)


•    I due punti ( : )

Introducono una pausa media, ma si distinguono dal punto e virgola, perché:
- possono introdurre un elenco.
Ad esempio: Al supermercato ho comprato tantissime cose: pane, pasta, verdure, frutta e carne.
- indicano che ciò che segue è la conseguenza o la spiegazione di quanto detto prima.
Ad esempio: Non sei stato sincero: per questo non mi fido più di te.
- introducono un discorso diretto.
Ad esempio: Chiara disse: «Vengo anch’io, aspettatemi!»

 

•    La virgola ( , )

Indica una pausa breve e si usa spessissimo. Ha molte funzioni:
- separa gli elementi di un elenco.
Ad esempio: Al mattino mi lavo, faccio colazione, mi vesto e vado al lavoro.
                 In quel giardino c’erano molti fiori: rose, margherite, tulipani e viole.
- separa tra loro più frasi.
Ad esempio: Se continua a piovere, non potrò usare la bicicletta.
                 Sono stanco, ma devo lavorare ancora molte ore.
- isola una o più parole all’interno di una frase.
Ad esempio: Dante, grande poeta, visse nel medioevo.
                 Toby, quel grande cane, è dolcissimo.
- si mette sempre dopo un vocativo.
Ad esempio: Signora, saprebbe dirmi per favore che ore sono?
                 Ti prego, Luca, dimmi la verità!    
- si mette sempre prima di alcune congiunzioni, come ma, però, anzi.
Ad esempio: Voleva dirgli ancora qualcosa, ma rimase in silenzio.
                 Non sono arrabbiata, anzi sono molto felice per te!


•    Il punto interrogativo ( ? )

Si usa dopo una frase interrogativa e indica l’intonazione con cui bisogna leggerla. Introduce una domanda diretta. È seguito dalla lettera maiuscola.

Ad esempio: “Posso venire anch’io?” “Sì, certo!”


•    Il punto esclamativo ( ! )

Si usa dopo una frase esclamativa ed è seguito dalla lettera maiuscola. Può indicare stupore, felicità, eccitazione, dolore, rabbia.

Ad esempio: Ti amo!
                 Che male! Non riesco nemmeno a stare in piedi!
                 Vattene! Non voglio vederti mai più!


•    I puntini di sospensione ( … )

Sono tre e indicano l’interruzione di un discorso o esprimono esitazione. Lasciano la frase incompleta, ma è facile immaginare cosa non è stato scritto.

Ad esempio: La porta si era aperta facendo rumore e… che spavento!
                 Devo essere a casa a mezzanotte, altrimenti i miei genitori…

•    Le virgolette ( «  » o “  ” ) e le lineette ( -  - )

Si usano per aprire e chiudere un discorso diretto o per introdurre una citazione. In particolare, le lineette servono anche per delimitare un inciso.

Ad esempio: La mamma disse: «Che bello essere a casa!»
                 “Sei sicuro”, mi chiese Giorgio, “di aver fatto la scelta giusta?”
                  - Che noia! - disse - Quando andiamo via da qui? -
                  L’altro giorno - non mi ricordo nemmeno quando - ho incontrato Roberta.


•    Le parentesi tonde (  ) e quadre [  ]

Quelle tonde racchiudono parole o frasi non indispensabili al discorso, come commenti, spiegazioni o esempi:

Ad esempio: Cerbero (un mostro della mitologia) era terribile a vedersi.
                 L’acqua (H2O) è formata dall’unione di idrogeno e ossigeno.

Quelle quadre si usano per racchiudere parole o frasi che non fanno parte del testo, ma che servono a chiarirlo meglio. Si usano anche per indicare l’omissione di una parte di testo.

Ad esempio: Egli [il poliziotto] affermava di non aver commesso alcun errore.
                 Secondo la legge […] chi commette quel reato è perseguibile penalmente.


•    L’asterisco ( * )

Segnala che una parola o un’informazione è stata volontariamente omessa.

Ad esempio: Il delitto era stato commesso nella città di *.
                 Guido Bonaparte, conte di *, ha vissuto fino all’età di cento anni.

 

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