Verona

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Verona: in mezzo scorre il fiume

 

Verona unita e divisa dall’abbraccio dell’Adige, Verona spumeggiante teatro open air della lirica in estate e Verona intimista d’inverno quando inaugura la stagione al settecentesco teatro Filarmonico. 



Verona che sa di antico, con una storia che attraversa i secoli e con un’incredibile quantità di espressioni culturali e artistiche, le stesse che nel Duemila le hanno consentito l’ingresso nel patrimonio dell’Unesco. La città veneta ha attraversato i millenni e propone oggi percorsi dalle molteplici direttrici che palesano una plasticità artistica del passato contrapposta a un’anima progressista e dinamica. E con un vivace cuore cittadino, che pulsa in piazza Bra, dominata dalla monumentale Arena (I sec. d.C), terzo anfiteatro italiano per dimensioni dopo il Colosseo e quello di Capua (Napoli), millenario teatro di manifestazioni ludiche: perfetto connubio tra spettacolarità e storia nonché palcoscenico mondiale della lirica, ogni estate accoglie ben venticinquemila persone in occasione dell’internazionale Festival lirico.

Prima di arrivare in piazza delle Erbe si giunge, con una piccola deviazione, alla dimora di Giulietta, la celebre casa-torre con facciata in mattoni a vista e di shakesperariana memoria, il drammaturgo inglese che fece di Verona lo sfondo non solo per “Romeo e Giulietta” ma anche per “La bisbetica domata” e “I due gentiluomini di Verona”. Poco distante dall’abitazione della giovane Capuleti si apre piazza delle Erbe - l’antico foro romano oggi sede del mercato cittadino -, attorniata da palazzi e torri di epoche diverse e segnata dalla fontana di Madonna Verona. Passando sotto l’Arco della Costa si entra in piazza dei Signori, un’ideale continuità tra la Verona romana e quella rinascimentale, chiusa come un cortile da edifici collegati fra loro con arcate, fra cui gli imponenti palazzi della Ragione, del Capitano e di Cangrande. Oltrepassato l’arco tra questi ultimi due si arriva alle Arche scaligere, trecenteschi baldacchini marmorei sormontati da statue equestri e addossati alla chiesa di S. Maria Antica. Sacro e profano rappresentano un irresistibile binomio e Verona è un forziere di entrambi. 
Fra i numerosi edifici sacri spiccano due capolavori d’arte romanica, il Duomo e la chiesa di San Zeno Maggiore: il primo conserva una pala del Tiziano, il secondo un trittico di Andrea Mantegna sull’altare maggiore, una delle opere fondamentali della pittura rinascimentale italiana. Maestosa anche la gotica basilica di S. Anastasia che custodisce l’affresco di San Giorgio del Pisanello.



 Il più imponente edificiocivile” di tutto il territorio scaligero è invece il trecentesco Castelvecchio e parte integrante e caratterizzante di Castelvecchio è il Ponte Scaligero, costruito in cotto attorno al 1356. Merlato, asimmetrico e considerato un capolavoro di ingegneria perché in grado di resistere per secoli alle piene dell’Adige, collega la struttura fortificata alla riva sinistra dell’Adige. Ed è proprio sulla “rive gauche” che si trova quella che i veronesi hanno soprannominato “Veronetta”, così chiamata dopo il 1801 quando il fiume divenne confine tra francesi e austroungarici e la città fu spaccata in due. Da apprezzare, infine, è l’area del Teatro romano, con la cavea distesa sulla collina e le gradinate concentriche in marmo dallo sviluppo di un centinaio di metri, uno straordinario museo a cielo aperto.



Luciana Francesca Rebonato

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