IL VERBO - I MODI





•    Il modo indicativo

Quando si parla di un’azione reale, vera, si usa il verbo al modo indicativo.
L’azione o il fatto vengono presentati come certi.
    
L’indicativo ha otto tempi, quattro semplici e quattro composti.

Tempi semplici

Tempi composti

Presente

dormo

Passato prossimo

ho dormito

Imperfetto

dormivo

Trapassato prossimo

avevo dormito

Passato remoto

dormii

Trapassato remoto

ebbi dormito

Futuro

dormirò

Futuro anteriore

avrò dormito

- Il presente

Si usa:
• 
Per esprimere un’azione o uno stato chi si verifica o esiste nel momento in cui si parla:
Oggi vado in università. Marco è molto stanco.
Per esprimere un’abitudine:
Ogni lunedì andiamo in piscina. D’estate vanno in vacanza al mare.
Per esprimere una verità generale:
La terra è un pianeta. D’inverno fa freddo.

- L’imperfetto

Si usa:
Per esprimere un’azione passata che dura nel tempo o un’abitudine al passato:
Si fermava a scrivere al parco. In quel periodo uscivano spesso insieme. Parlava da ore.
Nelle descrizioni al passato:
La spiaggia era deserta, c’erano solo qua e là dei gabbiani.

- Il passato prossimo

Si usa:
Per esprimere un’azione avvenuta in un passato recente:
Settimana scorsa sono andato a Berlino.
Per esprimere un’azione i cui effetti durano nel presente:
Ho imparato il francese nel 2010.

- Il passato remoto

Si usa:
Per esprimere un’azione conclusa che avviene in un passato lontano.
Vissi per tre anni a Roma. La guerra finì nel 1945.

- Il trapassato prossimo e il trapassato remoto

Si usano:
Sempre collegati ad altri verbi per indicare azioni avvenute prima di altre, sempre nel passato.
Avevo già letto i tutti i suoi libri, quando lo incontrai alla conferenza.
Quando ebbe finito, se ne andò.

- Il futuro semplice

Si usa:
Per esprimere un’azione futura, che avverrà in un momento successivo a quello in cui si parla:
Tra un mese sarò promosso.
    
- Il futuro anteriore

Si usa:
Per esprimere un’azione che avverrà prima di un’altra espressa con il futuro semplice.
Quando sarò arrivata a casa, farò una bella doccia.

•    Il modo congiuntivo

Quando si parla di un’azione possibile, si usa il modo congiuntivo.
In particolare, si usa:

- Dopo i verbi che esprimono
speranza: Spero che Giovanni prenda un bel voto all’esame.
dubbio, incertezza: Non credo che mi voglia vedere di nuovo.
desiderio: Vorrei che tu fossi qui.
timore: Temo che arrivi un temporale.

- Dopo le espressioni
è necessario: È necessario che il capo prenda provvedimenti.
è importante: È importante che i miei genitori stiano tranquilli.
è meglio: È meglio che se ne vada.
sembra: Sembra che tu sia molto felice oggi.

- Dopo le espressioni che indicano
stati d’animo: Mi spiace che partano. Sono felice che tu sia qui.

Il congiuntivo ha quattro tempi, due semplici e due composti.

Tempi semplici

Tempi composti

Presente

dorma

Passato

abbia dormito

Imperfetto

dormissi

Trapassato

avessi dormito

 •    Il modo condizionale

 Si usa:
- per esprimere una possibilità: Potrebbe venire al cinema con noi.
- per esprimere un desiderio: Vorrei tanto andare a Venezia.
- per chiedere qualcosa: Vorrei un caffè, per favore.
- per dare un consiglio: Dovresti impegnarti di più.
- per fare proposte: Potreste andare a sentire quel concerto.

 - Per indicare un’azione che può accadere solo se prima accade qualcos’altro:
Se avessi più voglia, mi iscriverei in palestra.

 - Per esprimere un desiderio che non si è realizzato o un’azione che non è accaduta: Avrebbero potuto dirlo prima. Avrei voluto davvero venire alla tua festa, ma non ce l’ho fatta.

 Il condizionale ha due tempi, uno semplice e uno composto.

Tempo semplice

Tempo composto

Presente

dormirei

Passato

avrei dormito


•    Il modo imperativo

Si usa per esprimere
- un ordine: Chiudi la porta!
- un invito: State in silenzio, per favore.
- un consiglio: Fai piano!
- un divieto: Non urlate!

L’imperativo ha solo un tempo, il presente, e solo due persone, la seconda singolare, tu, e la seconda plurale, voi.


•    Il modo infinito

Esprime semplicemente il concetto dell’azione, senza determinazioni di persona o di tempo.

L’infinito ha due tempi, il presente e il passato

Tempo semplice

Tempo composto

Presente

Dormire

Passato

Aver dormito

 Si usa per indicare
- un’esclamazione: Correre, scattare!
- un dubbio: Cosa portare?
- un ordine: Non fare rumore!
- un divieto: Non fumare.
- una descrizione: Ecco arrivare i primi alunni.
- uno scopo: Dormire per essere riposato.
- una causa: Ho ottenuto quel voto per aver studiato tanto.


•    Il modo participio

Il participio è un modo particolare: possiede tanto le caratteristiche del verbo quanto quelle dell’aggettivo. Infatti, come verbo ha la coniugazione, il tempo e il numero; come aggettivo ha il genere e il numero.

Ha due tempi, presente e passato.

Tempo semplice

Tempo composto

Presente

dormente

Passato

dormito

- Il participio presente si usa poco come verbo; è usato soprattutto come nome o aggettivo: insegnante, cantante; interessante, sognante.
- Il participio passato si può usare da solo, per indicare un’azione avvenuta in precedenza: Seduti al tavolo, ordinarono il pranzo.

- Può essere spesso usato come nome o aggettivo: profumato, bollito, tagliato.
- Viene usato, assieme agli ausiliari essere e avere, nella formazione dei tempi composti di tutti i verbi: sono arrivati, hanno dormito, erano seduti.

Attenzione: quando l’ausiliare è essere, il participio concorda con il soggetto in genere e numero; quando l’ausiliare è avere, il participio rimane invariato.

•    Il modo gerundio

Si usa per indicare un’azione che ha con un’altra un rapporto
- di causa: Avendo mangiato troppo, le è venuto mal di stomaco
- di modo: Leggendo ha imparato un sacco di cose.
- di tempo: Andando al lavoro, ho visto Marco.
- di mezzo: Va a scuola usando la bicicletta.

Inoltre, può indicare un’azione che è avvenuta
- contemporaneamente a un’altra: Parlando, mi sono dimenticata quello che dovevo fare.
- prima di un’altra: Avendo parlato a Chiara, aveva preso accordi.

Tempo semplice

Tempo composto

Presente

dormendo

Passato

avendo dormito

 

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